Nel quartiere di Edo si usa una specie di cestino da pranzo intrecciato, che viene adoperato un solo giorno nelle passeggiate primaverili. Al ritorno lo si getta via calpestandolo. La fine è importante in tutte le cose.
E via, sulle ali del vento quello che solo in pochi sono in grado di percepire. Spesso mi trovo a chiedermi se è giunto il momento di chiudere capito della mia vita per troppo tempo aperti. Quando ci troviamo a chiudere situazioni, legami, rapporti spesso siamo in qualche modo dominati da due sensazioni: Il senso di colpa verso la realtà che si chiude, l'emozione e la spinta di andare avanti verso nuove avventure (spesso scambiata con la pura megalomania o egocentrismo molto spinto). Eppure il discernimento ci insegna, meglio, mette in evidenza che l'intera vita nelle relazioni, nei rapporti lavorativi, nelle attività ludiche e in ogni suo altro aspetto.. che non è altro un insieme situazioni (cicli) che si concludono in modo spontaneo o meno.
Amo vedere questi cicli come delle storie, come dei libri da leggere o scrivere.
"Quando finisci un libro, ne inizi un altro.."
Avverto che questa domanda che da troppi anni pretende una risposta è li che chiede il suo dazio e la cosa buffa è che ciò che pago a lei in realtà lo do a me stesso. Allora perché non risponderle? Mi sento in uno stagno pieno di affetto e di amore ma sento che al di là nella fredda e irta montagna c'è qualcosa di più. E' una vita che sento che c'è sempre qualcosa di più.. a volte sembra un fuga a volte è un banalissimo bisogno di non assumersi alcuna responsabilità. Penso sia facile saltare da una situazione all'altra per la propria crescita personale ma è altrettanto vero che senza essa la vita non avrebbe sale. E' altrettanto facile restare nello stesso involucro per anni raccontandosi una falsa sicurezza.
Alla fine la domanda è sempre e solo una:
"Abbiamo il coraggio di affrontare nel bene e nel male quello che il nostro cuore ci dice?" Resto in silenzio.
Troppo spesso nella vita omettiamo a noi stessi delle domande fondamentali nell'opera di districarsi nella giungla di abitudini, giudizi, scelte e quant'altro. Spesso ci areniamo in sterili lamentele seguite da altrettanto sterili avvenimenti; ancora una volta compiamo una serie di azioni ( preghiere, meditazioni, lavori, forme di arti marziali, enunciazione di principi ..etc) senza chiederci :
"Quanto credo io in questa cosa?" "Sono realmente cosciente di quello che sto facendo?"
Perché dico sterili? Cosa significa sterile?"Che non produce frutti.."
Conosco molte persone che per un motivo o per l'altro passano il tempo a lamentarsi di progetti che non sono andati a buon fine oppure altri ad esser insoddisfatti della religione o pratica spirituale che seguono. Mettersi a compiere un Azione, qualsiasi essa sia, prevede di porsi quelle due domande più volte durante il percorso/lo svolgersi dell'azione. Questo è semplicemente un altro modo di interpretare la consapevolezza/centratura nell'attimo presente. All'inizio di un percorso, qualsiasi esso sia, l'entusiasmo è tanto ma quando si è esaurita la carica emozionale cosa ci resta?
"Quanto credo io in questa cosa?" "Sono realmente cosciente di quello che sto facendo?"
La risposta che ognuno di noi darà a se stesso è sacrosanta e solo sua.
Non credere ciecamente, prova e sperimenta, ma chiediti spesso: dove sono?
Roar! Ruggisce il leone che è dentro di me! Roar! La preda è mia e non mi sfuggira! Roar! Nessuno può invadere il mio territorio! Roar! Io sono il re incontrastato! Roar! Mi guardo attorno... Cosa vedo...? Solo sangue e sono solo e il leone non ruggisce più
"Più siamo pieni di pre-concetti più vedremo gli stessi negli altri"
Ognuno di noi pratica un cammino, non importa se spirituale o di altro genere. Ognuno di noi costruisce in questo cammino ( o più ) l'immagine che ha di se, i principi, le metriche di giudizio e le conseguenti modalità di azione. Questo cammino esperienziale, o che si presume tale, ci permette di costruire (auto-costruirci ) un mondo ( una sorta di gabbia calzante ) che ci permette di muoverci, interagire ed evolvere nell'oceano di altri mondi che forma l'universo per come lo conosciamo ( o crediamo di conoscere, senza percepirlo). Direi che questo è un passaggio "forzato" per la crescita di ogni singola persona.
Qual'è lo scoglio da superare per tutti?
I confini della nostra stessa gabbia che spesso "filtrano" la nostra vista ( percezione ) per far in modo che i nostri conti tornino sempre. La vecchia storia del giusto o sbagliato che si riassume nel bisogno di classificare ogni cosa per mentalizzarla e trovarle un posto di equilibrio coerente all'interno del nostro mondo.
Se per un attimo cambiassimo punto di vista ( o per i più entrassimo in una sorta di mondo/gabbia più vasto )?
Se è vero che la cosa in comune tra noi esseri viventi non è il corpo ( veicolo/strumento ) ma la sola e pura Anima allora le cose cambiano di netto. E perché?
Perché il Confronto diviene condivisione e la chiusura diviene apertura. Sia chiaro che per restare equilibrati bisogna praticare il giusto discernimento e qui ognuno di noi nel suo più profondo sa quanto onesto è con il mondo e con se stesso perché a volte "Dimenticare" è una scusa sistematica ( modalità ) per non doversi fare troppe domande escludendo eventuali angosce.
Finché sei in tempo tira e non sbagliare mira probabilmente il bersaglio che vedi è solo l'abbaglio di chi da dietro spera che tu ci provi ancora perché poi gira e rigira gli serve solo una scusa la fregatura è che è sempre un altro che paga e c'è qualcuno che indaga per estirpare la piaga però chissà come mai qualsiasi cosa accada nel palazzo lontano nessuno fa una piega serve una testa che cada e poi chissenefrega la prima testa di cazzo trovata per strada serve una testa che cada e poi chissenefrega la prima testa di cazzo trovata per strada se vuoi tirare tira ma non sbagliare mira probabilmente il bersaglio che vedi è solo l'abbaglio di chi da dietro giura che ha la coscienza pura ma sotto quella vernice ci sono squallide mura la dittatura c'è ma non si sa dove sta non si vede da qua, non si vede da qua la dittatura c'è ma non si sa dove sta non si vede da qua, non si vede da qua il mio nemico non ha divisa ama le armi ma non le usa nella fondina tiene le carte visa e quando uccide non chiede scusa il mio nemico non ha divisa ama le armi ma non le usa nella fondina tiene le carte visa e quando uccide non chiede scusa e se non hai morale e se non hai passione se nessun dubbio ti assale perché la sola ragione che ti interessa avere è una ragione sociale soprattutto se hai qualche dannata guerra da fare non farla nel mio nome non farla nel mio nome che non hai mai domandato la mia autorizzazione se ti difenderai non farlo nel mio nome che non hai mai domandato la mia opinione finché sei in tempo tira e non sbagliare mira (sparagli Piero, sparagli ora) finché sei in tempo tira e non sbagliare mira (sparagli Piero, sparagli ora) il mio nemico non ha divisa ama le armi ma non le usa nella fondina tiene le carte visa e quando uccide non chiede scusa il mio nemico non ha divisa ama le armi ma non le usa nella fondina tiene le carte visa e quando uccide non chiede scusa il mio nemico non ha nome non ha nemmeno religione e il potere non lo logora il potere non lo logora il mio nemico mi somiglia è come me lui ama la famiglia e per questo piglia più di ciò che da e non sbaglierà ma se sbaglia un altro pagherà e il potere non lo logora il potere non lo logora
In cosa differisce un Guerriero dall'Uomo comune? In cosa si distingue una persona qualsiasi da una persona di successo? In cosa si distingue una persona che realizza le cose da una che non c'è la fa?
Dalle singole Azioni.
Se non riusciamo nemmeno a fare la più piccola azione, quella che ci richiede meno sforzo, come possiamo pretendere di cambiare il mondo in cui viviamo?
Come possiamo pretendere di portare avanti le nostre idee?
Come possiamo continuare a guardarci allo specchio?
L'inerzia mentale, spirituale e fisica.... forse in questo sta la definizione di "Addormentato".
"Il mio dharma mi insegna a dare la vita per amore degli altri, senza mai tentare di uccidere. Ma il mio dharma mi fa anche dire che quando c'è una scelta da fare tra fuggire, fingendo di non vedere il peccato, o uccidere il potenziale stupratore, è dovere uccidere o essere uccisi, senza mai abbandonare il posto del dovere." Mahatma Ghandi
"IMPOSSIBILE E' SOLO UNA PAROLA PRONUCIATA DA PICCOLI UOMINI CHE TROVANO PIU' FACILE VIVERE NEL MONDO CHE GLI E'STATO DATO, PIUTTOSTO CHE TENTARE DI CAMBIARLO.IMPOSSIBILE NON E' UN DATO DI FATTO, E' UN'OPINIONE. IMPOSSIBILE NON E' UNA REGOLA, E' UNA SFIDA. IMPOSSIBILE NON E' UGUALE PER TUTTI. IMPOSSIBILE NON E' PER SEMPRE. IMPOSSIBLE IS NOTHING" Muhammed Alì
"From the pain come the dream From the dream come the vision From the vision come the people From the people come the power From this power come the change" Peter Gabriel
"Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile." Bruce Lee
"Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non é chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi é chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. E' suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità." Toro Seduto
"Non perseguitare e non deridere mai un tuo simile per la sua Religione. Rispetta invece ciò in cui lui crede, se vuoi che lui, in cambio, rispetti te." Tecumseh
“L'unica strategia è che il cuore dell'avversario muti, toccandoci” Kobayashi Hirokazu
"Gli uomini viaggiano per stupirsi delle montagne, dei mari, dei fiumi, delle stelle; e passano accanto a se stessi senza meravigliarsi." Sant'Agostino
"Ho combattuto ed è tanto: ritenni di poter vincere... ma natura e sorte studio e sforzi repressero. Ma già è qualcosa esser sceso in lotta, poiché vedo che in mano al fato è la vittoria. Fu in me quanto era possibile e che nessun venturo secolo potrà negarmi: ciò che di proprio un vincitore poteva dare; non aver avuto timore della morte, non essersi sottomesso, fermo il viso, a nessuno che mi fosse simile; aver preferito morte coraggiosa a vita pusillanime" G. Bruno - De Monade
La via del saggio è agire, ma non competere. Lao Tzu